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“La erre, la erre!”.
Va gracidando la rana
sotto la pioggia d’aprile.
Avverte girini e ranocchi
del mese funesto in arrivo.
“Basta batraci!”.
Ripete in giro una voce,
“È cibo del tempo che fu”.
Sarà pensa lei Però non mi fido.
NDA: La tradizione gastronomica italiana consiglia di consumare le rane (in particolare le cosce) nei mesi che contengono la lettera "r" (settembre-aprile). Questo periodo evita i mesi caldi (maggio-agosto), quando le rane si riproducono e le carni sono meno pregiate, garantendo un prodotto migliore e più sicuro